Nel 2016 iniziavo a crearmi contatti nel mondo del lavoro; il mio network professionale era limitato a qualche professionista che avevo incontrato tramite contatti personali all'università. Uno di questi fu un mentore che, di fatto, mi introdusse nel mondo della cybersecurity, ma non era un informatico. Era un ingegnere industriale che aveva molta passione per la tecnologia e aveva capito, persino prima di me, che la cyber security sarebbe stata la sfida della decade successiva. Nelle stesse conversazioni mi parlava con entusiasmo di una nuova frontiera nel settore manifatturiero, chiamata industria 4.0
Era dagli anni '70 che non si assisteva a un balzo così significativo delle capacità industriali a livello globale; le emozioni e le aspettative per il futuro erano palpabili.
Chissà se immaginava che nel giro di una decade il balzo sarebbe raddoppiato.
L'industria 5.0 rappresenta un cambiamento paradigmatico che riposiziona l'essere umano al centro dei processi produttivi. La transizione verso l'Industria 5.0, accompagnata dall'implementazione di sistemi di identità digitale avanzati, segna il passaggio da un'era orientata esclusivamente all'automazione e all'efficienza verso la sostenibilità ambientale e il benessere.
In questo articolo vedremo come la transizione 5.0 e l'identità digitale costituiscono i pilastri di una nuova visione industriale europea.
Generazioni di Rivoluzione Industriale: Dalle Origini al Presente
Che ne è stato delle altre 4 rivoluzioni industriali?
Non esiste una definizione storica condivisa e indiscutibile sullo sviluppo delle varie ere industriali, eccetto per la prima rivoluzione industriale (1.0), quella che abbiamo tutti studiato a scuola, avvenuta tra fine '700 e inizio '800.
A questa rivoluzione associamo la meccanizzazione con macchine a vapore e la trasformazione dell'artigianato in produzione di massa, soprattutto nei settori tessili e metallurgici. Alcune immagini ricorrenti che compongono le vignette di questo periodo sono l'Inghilterra di James Watt e i motori a vapore.
La seconda rivoluzione (2.0) viene solitamente collocata tra fine '800 e inizio '900, quando l'elettrificazione consentì alle catene di montaggio, come quelle di Henry Ford, la produzione in massa. L'acciaio e il petrolio divennero i materiali chiave di questa epoca. Questo periodo vide l'ascesa degli USA e della Germania, con innovazioni come la catena di montaggio che ridussero i costi e aumentarono la scala produttiva.
La terza rivoluzione (3.0) è invece quella che avviene con l'introduzione dell'elettronica e possiamo quindi associarla agli anni '70. Computer, robot e PLC (controllori logici programmabili) resero le fabbriche "smart", ottimizzando processi con agenti digitali. La rivoluzione informatica, accompagnata dalla diffusione di computer e internet, preparò il terreno per la globalizzazione produttiva.
Possiamo collocare la nascita dell'Industria 4.0 in Germania nel 2011. All'Hannover Messe dello stesso anno , veniva presentata la fusione del mondo fisico e digitale tramite gli strumenti di IoT, Big Data, AI, cloud computing e cyber-physical systems (CPS). Una moltitudine di strumenti capillarmente integrati che ne ampliavano le capacità sensoriali ed erano interconnessi 24 ore su 24 grazie alla diffusione progressiva di Internet e delle reti mobili.
Il concetto di industria 4.0 diviene sempre più diffuso e popolare, finché in Italia, nel 2016, viene sviluppato il Piano Industria 4.0, che promuove anche con incentivi fiscali l'efficienza delle sue industrie.
Com'è possibile intuire da questa breve cronologia, ogni salto da un'era all'altra si caratterizzava per il miglioramento massiccio delle tecnologie coinvolte a scapito però del ruolo umano e della sostenibilità.
A pochi anni dalla generazione precedente, l'Industria 5.0 rappresenta un cambio di prospettiva fondamentale.
Nel 2022, il policy brief della Commissione Europea "Industry 5.0: A Transformative Vision for Europe" ha codificato questo nuovo paradigma, definendo un modello produttivo sostenibile basato sull'economia circolare e sul disaccoppiamento tra crescita economica e sfruttamento delle risorse.
Il nuovo paradigma europeo pone al centro i lavoratori, promuovendo la resilienza economica e ambientale, e sfruttando le tecnologie digitali non per eliminare l'intervento umano, ma per ridurre scarti e impatti ambientali, orientando verso la giustizia sociale e la sostenibilità. La transizione 5.0 si distingue in particolare per tre dimensioni della sostenibilità: quella ambientale, incentrata sulla riduzione delle emissioni e dell'impatto ecologico; quella sociale, caratterizzata dalla crescente importanza del benessere e da un approccio centrato sull'essere umano; e quella economica, strettamente collegata a modelli di crescita socialmente ed ecologicamente sostenibili.
Tecnologie Abilitanti e Strumenti Strategici
L'Unione Europea ha identificato sei tecnologie abilitanti per l'Industria 5.0:
- Tecnologie di interazione uomo-macchina
- Materiali intelligenti e tecnologie ispirate alla natura
- Digital Twin
- Big Data Sostenibili
- Intelligenza Artificiale
- Tecnologie per l'efficienza energetica
Queste tecnologie costituiscono l'ossatura di una trasformazione che non mira a creare fabbriche autonome, bensì ecosistemi di collaborazione uomo-macchina.
Il Piano Transizione 5.0 italiano, finanziato con 12,7 miliardi di euro, rappresenta uno strumento operativo concreto di questa visione. Il piano si articola in tre linee guida di investimento e valutazione delle performance:
- beni digitali per il 60% della dotazione,
- autoproduzione di energia rinnovabile per il 30%, e
- formazione del personale specializzato per il 10%
Caratteristica distintiva del piano è l'approccio variabile di incentivazione, che premia gli investimenti con maggiore efficientamento energetico, fino a un'intensità di credito d'imposta del 45% per gli investimenti di piccola entità con performance ambientali eccellenti.
Parallelamente alla transizione 5.0 in ambito industriale, lo sviluppo dell'identità digitale costituisce un elemento critico per abilitare tale trasformazione. In Italia, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), introdotto dal Codice dell'Amministrazione Digitale, costituisce lo strumento principale per garantire l'accesso sicuro ai servizi pubblici e privati. SPID consente a cittadini e imprese di accedere attraverso un'unica identità digitale a tutti i servizi online della pubblica amministrazione e, progressivamente, del settore privato.
Cybersicurezza e protezione degli apparati industriali
La diffusione dell'industria sostenibile non può prescindere da solide misure di cybersicurezza.
La proliferazione di dispositivi connessi rappresenta la prima grande sfida della cybersicurezza moderna. In Industria 5.0, le macchine, i sensori e i robot creano numerosi punti di ingresso per gli attaccanti, moltiplicando le possibilità di violare i sistemi. Il settore manifatturiero risulta particolarmente esposto: secondo il rapporto Orange Cyberdefense 2024, l'industria manifatturiera è stata il settore più colpito da cyberattacchi nel 2023, confermando l'urgenza di implementare strategie difensive robuste.
L'interconnessione caratteristica dell'Industria 5.0 estende i rischi oltre i confini delle fabbriche; il tema della gestione sicura di fornitori e partner commerciali diventa in questo contesto ancora più critico. Le vulnerabilità in qualsiasi parte della catena di approvvigionamento possono essere sfruttate per accedere ai sistemi critici aziendali. Questa caratteristica rende la sicurezza della supply chain una priorità strategica.
Parallelamente, la vastità dei dati sensibili generati e raccolti nei sistemi Industria 5.0—inclusi dati di produzione, informazioni sui clienti e modelli di intelligenza artificiale—richiede misure di sicurezza robuste per confidenzialità e dell'integrità e disponibilità. La protezione di questi dati è essenziale non solo per prevenire violazioni, ma anche per mantenere il vantaggio competitivo delle aziende e la fiducia dei clienti.
Rischi Legati all'Intelligenza Artificiale e alla Collaborazione Uomo-Macchina
In altri articoli abbiamo esplorato come l'intelligenza artificiale introduca vettori di attacco innovativi e complessi. I malintenzionati possono indirizzare gli algoritmi di intelligenza artificiale per manipolare gli output, interrompere le operazioni o rubare proprietà intellettuale. Questi attacchi rappresentano una minaccia sofisticata che richiede approcci difensivi altrettanto avanzati.
La stretta collaborazione tra umani e macchine nell'Industria 5.0 richiede protocolli di autenticazione sicuri per prevenire accessi non autorizzati o manipolazioni da entrambe le parti. Questo aspetto rappresenta un equilibrio delicato tra facilità d'uso e sicurezza: sistemi troppo rigidi possono generare "workaround" insicuri, mentre quelli troppo permissivi espongono a rischi significativi.
L'elemento umano rimarrà un fattore critico nella cybersicurezza, con la crescente diffusione di tattiche di social engineering e minacce informatiche alimentate da fattori geopolitici e dall'espansione del lavoro remoto.
Soluzioni e Strategie Difensive
Abbiamo visto che il primo dei principi cardine dell'industria 5.0 è l'integrazione uomo-macchina. Per affrontare le sfide di sicurezza che abbiamo visto, la ricerca di soluzioni intuitive diviene quindi fondamentale.
L'implementazione di sistemi robusti di rilevamento e di autenticazione multifattore (MFA) aumenta la capacità di rilevamento e di risposta a intrusioni e anomalie; l'integrazione di questi strumenti con l'intelligenza artificiale può aiutare gli addetti ai lavori a identificare e comprendere meglio gli eventi di sicurezza dei complessi apparati con cui devono operare.
Alcune tecniche tradizionali, come la segmentazione della rete e l'infrastruttura, la ridondanza dei sistemi e i backup dei dati per resistere agli attacchi, sono ancora efficaci, ma ora devono necessariamente essere accompagnate dalla formazione sulla cybersicurezza. Equipaggiare i dipendenti con strumenti cognitivi e logici adeguati aiuterebbe le industrie a integrare le pratiche di sicurezza nella vita di tutti i giorni, minimizzando la superficie di attacco lasciata.
Tuttavia, bisogna tenere conto della questione ecologica. La gestione della sicurezza tramite intelligenza artificiale richiede consistenti volumi di log raccolti e archiviati per analizzare gli eventi di sicurezza. Raccogliere e analizzare quantità massicce di dati contribuisce alle emissioni, mentre la condivisione di informazioni sulle minacce tra diverse parti e l'adozione di metodi di autenticazione che non richiedono attrezzature fisiche dedicate possono ridurre ulteriormente l'impronta ecologica.
Conclusione
La transizione verso l'Industria 5.0 e lo sviluppo di sistemi di identità digitale avanzati rappresentano due facce della stessa medaglia: la trasformazione della società europea verso modelli di produzione e di interazione più sostenibili, sicuri e umani. Come abbiamo visto anche noi, i salti tecnologici non procedono in linea retta, ma accelerano esponenzialmente. Dall'Industria 4.0, con i suoi sistemi interconnessi e automatizzati, siamo giunti rapidamente a un paradigma completamente diverso: l'Industria 5.0 non rappresenta il trionfo della macchina sull'uomo, bensì la realizzazione di una collaborazione sinergica in cui la tecnologia amplifica le capacità umane, mantenendo al centro il benessere dei lavoratori e la salute ambientale.
Come già intuì qualcuno nel 2016, l'accelerazione di questi cambi deve essere supportata da infrastrutture di cybersicurezza robuste e da quadri normativi armonizzati; sono prerequisiti per operare in questo nuovo ecosistema industriale, garantendo autenticità, tracciabilità e fiducia in tutti i processi.
Questa visione prefigura un modello industriale in cui la tecnologia serve davvero l'umanità, non il contrario. Le sfide sono significative, ma gli strumenti normativi e finanziari già disponibili dimostrano l'impegno concreto dell'Europa nel realizzare questa trasformazione. Il percorso verso un'industria integralmente sostenibile, resiliente e antropocentrica non è più una promessa futura, ma una strada già tracciata che le organizzazioni possono iniziare oggi a percorrere.







